(English text below) Quando corriamo tra i sentieri durante una gara di trail i nostri pensieri spaziano dallo stupore per il paesaggio che ci circonda alla beatitudine che il contatto con la natura ci regala, fino alle riflessioni sul nostro allenamento (più o meno buono) o alle sensazioni fisiche che derivano dalla fatica di una salita. Difficilmente però ci si sofferma a riflettere su ciò che è accaduto nei giorni che precedono la gara, e che quello che osserviamo strada facendo è frutto di un meticoloso lavoro di pianificazione da parte di coloro che organizzano. Ci troviamo in un punto di ristoro a bere e mangiare? Beh, quelle bevande e quel cibo non si sono materializzati lì per magia ma sono stati portati da qualcuno. Probabilmente sono stati trasportati con un veicolo a motore, ma alcune volte potrebbero anche essere stati portati in spalla, perché le strade asfaltate non sempre arrivano ovunque. Il percorso su cui gareggiamo il più delle volte non ci è noto, e allora come stabilire in che direzione andare? Normalmente si hanno a disposizione le tracce GPS da caricare e poi seguire sul nostro Sportwatch ma, in ogni caso e a scanso di equivoci, il tracciato di gara è indicato grazie a nastri colorati (di solito rossi) o alle bandierine piantate nel terreno. Ecco, questi nastri e bandierine, come sono arrivati lì? Tutto questo per dire che una domanda che i partecipanti alle gare raramente si pongono è: “Cosa c’è dietro le quinte di questa manifestazione? Che cosa vuol dire organizzare una gara?” Organizzare una gara significa in primo luogo avere un’idea originale che possa distinguerla da tutte le altre**. Poi è necessario occuparsi della salvaguardia della salute e della sicurezza dei partecipanti, predisporre un servizio di cronometraggio elettronico, reclutare i volontari e formarli adeguatamente affinché forniscano la giusta assistenza agli atleti, e tantissime altre attività che potrebbero sembrare di secondaria importanza ma che assorbono molto tempo ed energie. Iscrizioni, consegna del pettorale e del pacco gara, allestimento del percorso (transenne in prossimità della partenza, bandierine per segnare il percorso, organizzazione dei punti ristoro, spogliatoi e servizi igienici, ecc. ecc.). D’altronde, noi atleti dobbiamo “solo” correre, non è compito nostro occuparci di altro. Però io spesso avrei preso volentieri il posto di quei volontari che, ad un ristoro notturno, cantavano e ballavano attorno a un fuoco acceso per riscaldarsi, mentre io ero alle prese con la sostituzione delle pile della mia torcia frontale. Oppure avrei voluto essere sul palco per premiare i primi classificati, quei supereroi che concludono con nonchalance la gara nella metà del tempo che serve a me per arrivare semi distrutta al traguardo. Trovarsi dall’altra parte, indossare i panni di altre persone, fare qualcosa che è diverso o nuovo rispetto al solito, anche solo curiosare dietro le quinte di uno spettacolo che può essere una gara di ultratrail, può lasciarci a bocca aperta! Io sono ancora stupita della quantità di bandierine necessarie per tracciare i 500 chilometri della Cursa: verranno piantate nella sabbia vulcanica dell’Etna e tra i ciottoli delle spiagge tirreniche, sui ripidi pendii delle Madonie e nei prati dell’altopiano dell’Argimusco, per condurre i concorrenti verso i ristori, dentro le basi vita ed indicare loro la giusta direzione nella notte grazie alle bande catarifrangenti di cui sono dotate. Insomma, accompagneranno in ogni momento i partecipanti nel loro viaggio attraverso i leggendari sentieri dei Ciclopi. Allora, per soddisfare la curiosità di chi vorrà far parte dello spettacolo della prima edizione della Cursa di Ciclopi, diamo i numeri di questa preliminare operazione di tracciatura del percorso!
  • 15.000: il numero delle bandierine rosse con la scritta CDC
  • 11: il peso in grammi di una bandierina
  • 165: i chili del bancale contenente le bandierine
La tracciatura verrà effettuata pochi giorni prima della gara e poi ricontrollata prima del passaggio degli atleti. I responsabili del percorso utilizzeranno 1 bandierina ogni 50 metri circa, per un totale di 10.000 bandierine. In quei sentieri poco battuti o in cui è possibile che non ci sia una visibilità ottimale verrà utilizzata 1 bandierina ogni 25 metri circa. Questa è solo una delle numerosissime e febbrili attività che si svolgeranno prima della gara e di cui vi parleremo: per tutti dunque l’appuntamento è per la prossima news di #dietrolequinte! ** Cursa di Ciclopi è una gara unica nel vasto panorama degli ultratrail per svariate ragioni. Innanzi tutto distanza e dislivello (500 km e 20.000 metri), che la rendono particolarmente sfidante anche per coloro che sono avvezzi alle ultra-distanze. In secondo luogo per i paesaggi naturali di rara bellezza caratteristici della Sicilia, un crocevia di svariate civiltà che si sono avvicendate nel corso dei secoli e da cui ha ereditato quel patrimonio culturale e artistico unico in tutto il Mediterraneo. Oltre ad essere un luogo di sfida con se stessi e con gli altri, la montagna è meta ideale per rigenerare il corpo e lo spirito. Ma prima ancora, la montagna è scuola di verità e di vita, veicolo privilegiato per trasmettere valori universali, quali la libertà, attraverso il rispetto delle leggi della natura, e la verità, custodita nei saperi autentici e antichi di tradizioni millenarie. La Sicilia offre anche la possibilità di accompagnare all’esperienza meditativa e sfidante della montagna la presenza quasi costante del mare. Solo in Sicilia si può correre sul vulcano più alto d’Europa e contemporaneamente bearsi della visione del Mar Ionio o delle isole Eolie, incastonate nel blu cobalto del Mar Tirreno. Gli atleti andranno alla ricerca dei Ciclopi oltre che dei propri limiti e in questo viaggio scopriranno la solidarietà, l’affetto e la partecipazione della gente siciliana che dietro un’apparente scorza di rigidità nasconde un grandissimo spirito di accoglienza. © Simona Patti   (English text) When we run along the paths during a trail race, our thoughts range from amazement at the landscape that surrounds us to the bliss that contact with nature gives us, to reflections on our training (more or less good) or the physical sensations that derive from the fatigue of a climb. However, we hardly stop to reflect on what happened in the days leading up to the race, and that what we observe along the way is the result of meticulous planning work by those who organize. Are we in a refreshment point drinking and eating? Well, those drinks and food didn’t magically materialize there but were brought by someone. They were probably transported by motor vehicle, but sometimes they could also have been carried on their backs, because paved roads don’t always go everywhere. The course on which we compete most of the time is not known to us, so how do we determine which direction to go? Normally, GPS tracks are available to load and then follow on our Sportwatch but, in any case and for the avoidance of doubt, the race track is indicated using colored ribbons (usually red) or flags planted in the ground. Well, these ribbons and flags, how did they get there? All this to say that a question that the participants in the races rarely ask themselves is: “What’s behind the scenes of this event? What does it mean to organize a race?”Organizing a competition means first of all having an original idea that can distinguish it from all the others**. Then it is necessary to take care of the health and safety of the participants, set up an electronic timing service, recruit the volunteers and train them adequately to provide the right assistance to the athletes, and many other activities that may seem of secondary importance but which absorb a lot of time and energies. Registration, delivery of the bib number and race pack, preparation of the course (barriers near the start, flags to mark the course, organization of refreshment points, changing rooms and toilets, etc. etc.). On the other hand, we athletes “only” have to run, it’s not our job to take care of anything else. But I would often have gladly taken the place of those volunteers who, at a nocturnal refreshment, sang and danced around a lit fire to keep warm, while I was grappling with replacing the batteries in my head torch. Or I would have liked to be on stage to reward the winners, those superheroes who nonchalantly finish the race in half the time it takes me to reach the finish line semi-destroyed.Finding yourself on the other side, putting on other people’s shoes, doing something different or new than usual, even just snooping behind the scenes of a show that can be an ultratrail race, can leave us speechless! I am still amazed at the number of flags needed to trace the 500 kilometers of the Cursa: they will be planted in the volcanic sand of Etna and among the pebbles of the Tyrrhenian beaches, on the steep slopes of the Madonie and in the meadows of the Argimusco plateau, to lead the competitors towards the refreshment points, inside the life bases and point them in the right direction at night thanks to the reflective bands they are equipped with. In short, they will accompany the participants at all times on their journey through the legendary paths of the Cyclops. So, to satisfy the curiosity of those who want to be part of the show of the first edition of Cursa di Ciclopi, we give the numbers of this preliminary operation of tracing the route!
  • 15,000: the number of red flags with the inscription CDC
  • 11: the weight in grams of a flag
  • 165: the kilos of the pallet containing the flagsThe tracing will be carried out a few days before the race and then checked again before the passage of the athletes.
Those in charge of the course will use 1 flag every 50 meters approximately, for a total of 10,000 flags. In those paths that are not well traveled or where it is possible that there is not optimal visibility, 1 flag will be used approximately every 25 meters. This is just one of the numerous and feverish activities that will take place before the race and which we will tell you about: for everyone, therefore, the appointment is for the next #behindthescenes news! ** Cursa di Ciclopi is a unique race in the vast panorama of ultratrails for various reasons. First of all distance and altitude difference (500 km and 20,000 meters), which make it particularly challenging even for those who are accustomed to ultra-distances. Secondly for the natural landscapes of rare beauty characteristic of Sicily, a crossroads of various civilizations that have alternated over the centuries and from which it has inherited that unique cultural and artistic heritage in the whole Mediterranean.In addition to being a place to challenge yourself and others, the mountain is the ideal destination for regenerating body and spirit. But before that, the mountain is a school of truth and life, a privileged vehicle for transmitting universal values, such as freedom, through respect for the laws of nature, and the truth, kept in the authentic and ancient knowledge of millenary traditions. Sicily also offers the possibility of accompanying the almost constant presence of the sea to the meditative and challenging experience of the mountain. Only in Sicily can you run on the highest volcano in Europe and at the same time enjoy the vision of the Ionian Sea or the Aeolian Islands, set in the cobalt blue of the Tyrrhenian Sea. The athletes will go in search of the Cyclops as well as their own limits and in this journey they will discover the solidarity, affection and participation of the Sicilian people who hide a great welcoming spirit behind an apparent rigidity. © Simona Patti